Il codice deontologico per il SIC – introdotto dal 2005, rappresenta una sorte di codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da imprese private in tema di crediti al consumo, affidabilità e regolarità nei pagamenti.
Creato per dare ordine alle nuove regole sicure ed uniformi sul trattamento dei dati personali nell’osservanza del diritto alla riservatezza di coloro che fanno richiesta di un finanziamento, il Codice Deontologico rappresenta un’insieme di regole volte a fissare come banche, società finanziarie, intermediari finanziari devono amministrare i dati richiesti, nonché i dati concernenti l’andamento del rapporto creditizio (ad esempio in merito alla puntualità oppure al ritardo nel pagamento delle rate del prestito da rimborsare) rispetto a colui che fa richiesta di un finanziamento.
In passato, difatti, sono stati rilevati rilevanti problematiche connesse all’esattezza dei dati contenuti nelle banche dati, a periodo di tempo entro il quale questi erano conservati e al tempismo di possibili correzioni e aggiornamenti.
Da quando una persona è iscritta nei Sic, e questo succede quando fa richiesta di un finanziamento, sulla scorta del Codice Deontologico, le notizie connesse al primo ritardo di pagamento sono rese disponibili alle banche dati:
- quando il primo ritardo di pagamento della rate concerne almeno 2 rate mensili consecutive oppure una rata non pagata per almeno 2 mesi; quando il ritardo è relativo ad una delle ultime 2 scadenze di pagamento.
L’istituto di credito è obbligato ad avvisare il cliente che tali dati saranno registrati sul Sic con un preavviso di 15 giorni rispetto al giorno in cui verranno resi disponibili alle banche dati.
Le informazioni relativi al cliente incluse nelle banche dati non possono essere custodite a tempo indeterminato, ma presuppongono tempi certi di tenuta.
Ecco cosa rappresenta a tal proposito al norma di legge:
- Per quanto concerne le richieste di finanziamento, i dati inseriti nelle banche dati vengono conservati per il tempo utile per la definizione dell’istruttoria e comunque sino a 6 mesi dalla richiesta d’istanza del finanziamento; fino a 30 giorni dal giorno di aggiornamento, nell’ipotesi di rifiuto della richiesta del finanziamento da parte della banca oppure di rinuncia al prestito da parte della persona;
- Per quando riguarda i casi di morosità di 2 rate o di 2 mesi successivamente sanate, i dati sono conservati nelle banche dai fino a 12 mesi dalla regolarizzazione;
- Per quanto concerne i ritardi maggiori sanati su transazione, i dati vengono conservati nelle banche dati fino a 24 mesi dalla regolarizzazione del pagamento;
- Per quanto attiene agli eventi negativi, come ad esempio la morosità, gravi inadempimenti e sofferenze, non sanate, i dati sono conservati nelle banche dati fino a 36 mesi dal giorno di scadenza del contratto di finanziamento oppure dalla data in cui è risultato essenziale l’ultimo aggiornamento dei dati;
- Per quando invece riguarda i rapporti che si sono sviluppati senza alcuna segnalazioni di ritardi oppure altri eventi negativi, i relativi dati vengono conservati nelle banche dati fino a 36 dalla data di cessazione del rapporto oppure di termine del contratto del primo aggiornamento eseguito nel mese seguente a tali date.
Con la nascita del Codice Deontologico il consumatore si trova ora in una posizione di maggiore tutela, rispetto al passato, sull’impiego dei suoi dati personali che, ad esempio:
non possono essere utilizzati ne per obbiettivi di marketing, ne tanto meno per ricerche di mercato, per fono pubblicitari, vendita diretta di prodotti; non possono essere interpellati dalle aziende di recupero crediti; non possono essere accessibili alle società di telefonia.
Nello stesso tempo beneficia di: informazioni più limpide da parte della banca e degli altri istituti intermediari, grazie anche al recente Modello unico di informativa;
un maggiore facile accesso alle notizie che lo riguardano, avendo modo in qualunque momento di chiedere di integrarle e modificarle nell’ipotesi non siano esatte; tempi sicuri di di conservazione delle informazioni che lo riguardano nelle banche dati.
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