Centrali Rischi – CRIF

by admin on 2 settembre 2010

 Le Centrali Rischi sono nate per fornire a istituti di credito e società finanziarie informazioni sullo stato creditizio dei clienti che fanno ricorso al credito.



 Esse prendono in consegna una elevatissima quan­tità di informazioni di dati provenienti dalla quasi assoluta maggioranza delle banche e delle finanziarie, che concernono:

 - richieste di prestiti presentate e non ancora evase;

- importo dei prestiti oppure degli affidamenti autorizzati;

- pagamenti rateali che si sono manifestati in ritardo e crediti in sofferen­za;

- impegni di garanzia, ossia le fideiussioni.

 Di significativa importanza le informazioni relative alle richieste di finanziamento declinate, sui finanziamenti già ottenuti, e in special modo sui ritardi nei pagamenti effettuati a rate oppure impegni di garanzia.

 La struttura informativa della banca dati della Centrale Rischi, si basa sul vincolo da parte degli intermediari di informare con cadenza periodica alla Banca d’Italia ogni situazione  in essere con i propri clienti.

 Di conseguenza tutti quelli che risultano esposti con l’istituto di credito per affidamenti oltre una data soglia, risultano inclusi nella Centrale Rischi.

Stessa cosa accade a coloro che non riescono a tenere fronte ai debiti per qualsiasi tipologia di finanziamento, e viene dunque dichiarato insolvente.

 Il giudizio economico e commerciale di un commerciante può derivare dalla competenza  e precisione di coloro che forniscono le segnalazioni alla CRIF, per cui l’applicazione nel divulgare dati e notizie attente e precise deve essere assoluta per non danneggiare interessi economici.

  Le Centrali Rischi possono essere sia di tipo pubblico che priva­te.

 Il Codice di Deontologia per i Sistemi di informazioni cre­ditizie,  ossia il SIC, nato nell’anno 2005, fissa  che una centrale rischi privata possa conservare i nominativi dei cattivi paga­tori per un periodo massimo di tre anni, mentre prima questo periodo di tempo durava anche più di cinque anni, rendendo più difficoltosa la concessione di ulteriori prestiti persino nel caso in cui il cliente avesse regolarizzato la sua posizione dopo qualche tempo. Oggi i tempi massimi di conservazione dei dati sono ridotti a 36 mesi.

 Nel momento in cui un soggetto si rivolge a un istituto di credito per chiedere, per esempio, di accendere un mutuo, la prima verifica cliente viene richiesta al date base della Centrale dei Rischi. La Centrale Rischi è un sistema informativo che misura l’indebitamento della clientela degli istituti di credito degli intermediari finanziari,sotto l’occhio vigile di Banca d’Italia.

  La sua funziona principale è la produzione di informazioni volte a vagliare le richieste di finanziamento nonché l’analisi e la gestione dal punto di vista dell’erogazione.

 Tutto con lo scopo di migliorare Ia qualità dell’erogato e di incrementare la stabilità della struttura creditizia e finanziaria.

  La Centrale dei Rischi  si occupano di gestire tutte le informazioni collegate alle posizioni di persone fisiche e imprese, siano esse indicatore di sofferenza, come anche manifestazione  di un normale e ordinario rapporto nei confronti dell’istituto di credito.

  Accoglie e se­leziona tutti i dati che gli vengono obbligatoriamente prodotti dalle banche, finanziarie, e intermediari finanziari che hanno sede in Italia  mettendoli  in ordine cronologico.

  Per essere inviate alla Centrale dei Rischi, le infor­mazioni devono essere relative a operazioni di importo maggiore a quello considerato dal credito al consumo (all’incirca 31.000 €.).

A partire dal  3 maggio 1999 il CICR ha dato affidamento alla Società Interbancaria per l’Au­tomazione (S.I.A.) la gestione di un struttura centralizzata equiparabile alla Centrale dei Rischi, con la funzione però di ri­levare i rischi creditizi di importo inferiore alla soglia minima di censimento, dando luogo in questo modo alla realizzazione di altri registri di informazioni creditizie.

Tra i registri di informazione creditizia quello sicuramente più utilizzato dagli istituti di credito, considerato che più delI’85% delle banche italiane lo utilizza), in affiancamento alla Centrale dei Rischi, è l’organismo del sistema di informazioni creditizie denominato CRIF, a cui hanno aderito quasi 460 istituti bancari e finanziari.


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