Commissioni di massimo scoperto sostituite da altri costi

by admin on 20 luglio 2010

Quali sono i costi che applicano le banche  per il massimo scoperto ?

La commissione di massimo scoperto per i depositi non affidati è stata soppressa in seguito all’entrata in vigore di una legge. Ma gli istituti di credito l’hanno avvicendata con nuovi e più costosi aggravi di costo. Adesso però con l’ISC occorre maggiore trasparenza.

Da poco tempo è stato adottato nel nostro Paese l’ISC, ossia 1′indicatore di costo sintetico del conto corrente che ha la funzione di essere d’ausilio al consumatore per mettere in correlazione i prodotti cui bisogna fare affidamento. Il funzionamento del sistema è connesso all’introduzione dei singoli ISC su un motore online che offre informazioni in tempo reale dell’associazione Patti chiari dell’Associazione Bancaria Italiana.

Ciò non è soltanto un’innovazione desiderata dalla Banca d’Italia di pertinenza di non meno di 20.000.000 di famiglie.

Ma è in particolar modo un gesto che va ad inquadrarsi nei difficili  rapporti tra banca e cliente.

Da un lato, quindi, gli istituti di credito, con il vincolo di far pareggiare i bilanci e salvaguardare i conti economici, anche in circostanze articolare come quella contemporanea.

Dall’altro, i clienti, con la necessità di avere la disponibilità di soluzioni bancarie dai costi chiari moderati.  Una vicenda, quindi, praticamente interminabile.

Un caso che si è incrementato di  nuovi fatti  nel mese di febbraio dell’anno passato, quando la  Banca d’Italia ha fornito l’esito di uno studio sui costi delle posi­zioni dei conti correnti in rosso.

L’analisi, eseguita nell’autunno del 2009, aveva difatti  la funzione di individuare le commis­sioni applicate dalle banche in merito agli affidamenti e scoperti di conto corrente.

Grazie all’ausilio di  un test, al quale hanno dato risposta 514 istituti di credito che hanno la gestione dell’’80% dei conti correnti nazionali, la Banca d’Italia ha come progetto quello di centrare due traguardi: la trasparenza sulle tipologie delle spese e delle commissioni fissate; confrontare il vigente livello di costo che incombe sui conti correnti bancari a confronto anche del vicino passato.

In merito, è appena il caso di far osservare che, nell’anno 2008, il costo medio di un conto corrente bancario era risultato essere fondamentalmente inalterato a confronto  degli ultimi anni, affermandosi nella misura di 114 €..

Tale importo risulta dalla totale di una quota fissa (84 €.) e di una variabile che, in base alla Banca d’Italia, si è tuttavia ristretto negli ultimi anni.

Anche per mezzo della Legge che ha abrogato la commissione di massimo scoperto ai conti correnti non affidati.

Un aggravio sul quale aveva indugiato, all’ultima assemblea dell’Associazione Bancaria Italiana, la stessa Banca d’Italia. Sempre nella medesima circostanza, il Presidente della Banca d’Italia aveva segnalato alle banche quale direzione seguire con l’appello a sostituire le commissioni articolate e poco chiare con aggravi di costi  razionali sui fondi posti a disposizione.

Proprio per questo Bankitalia, ha specificato che, sino all’anno 2008, la commissione di massimo scoperto era applicata all’84% dei conti correnti di aziende e famiglie.

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