In merito alle caratteristiche del leasing immobiliare, occorre dire che il leasing immobiliare si diversifica in maniera rilevante dal leasing mobiliare dal momento che l’oggetto dei beni, ovvero gli immobili che conservano oppure in altri casi accrescono il proprio valore nel corso tempo (tanto che molte volte la società di leasing offre dei canoni leasing indicizzati proprio al fine di coprire tale inattesa rivalutazione dell’immobile).
L’effetto di tale discrepanza è che:
• il contratto di leasing immobiliare ha, di norma, un periodo temporale di durata più esteso del leasing mobiliare e, al di là dalla vita utile dell’immobile, viene molte volte determinato in base a parametri finanziari (ad ogni modo, nella pratica, tale lasso di tempo non è mai al di sotto degli 8 anni per motivi legati ai vantaggi fiscali);
• nei contratti di leasing in uso, il corrispettivo richiesto alla fine del periodo temporale di locazione per il riscatto è, per quanto concerne la locazione finanziaria dei beni mobili, di importo di modesta entità (in genere dall’1% al 5% del valore iniziale del bene) mentre nella locazione finanziaria di beni immobili rappresenta un costo economico rilevante sia per il lento invecchiamento, sia per l’aumento di valore subito dagli stessi in ragione del tempo trascorso.
La medesima natura del bene immobile, la sua soggettiva stabilità e il suo limitato invecchiamento è stata diretta conseguenza del ricorso al rinnovo del contratto di leasing immobiliare assai meno impiegato, al contrario, nella locazione mobiliare.
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